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Tre storie di pratica senza io [1]

novembre 18, 2012
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Armonia, rispetto purezza e serenità questi i principi a cui si ispira la Cerimonia del Tè, un rito antico che si consuma in una Stanza sospesa nel tempo e nello spazio. Gesti lenti e profondo rispetto per gli ospiti e per gli oggetti, un’offerta fatta con la purezza del cuore. Una sintesi di bellezza che la “Scuola di Tè Cose di Tè”, seguendo il filo rosso che esce da quella stanza, ha voluto cercare nell’arte. Nell’espressione con cui tre artisti comunicano questi principi di perfetta ‘letizia’, di amore per la vita.

Francesco Dalessandro, “Primo maggio nel Pineto”
Silvia Stucky, “Getterò in mare il cuore che ha qualche desiderio”
Edizioni “Il Bulino”, Roma, 2011
libro d’artista in 35 esemplari, leporello con copertina rigida e cofanetto, 35×25 cm
ciascun esemplare è dipinto a pennello

Dopo Anahi Mariotti (dal 15 al 30 giugno) e Daniele Canonici (dal 14 al 28 settembre), chiude il ciclo di tre appuntamenti, dal 5 al 19 ottobre, Silvia Stucky, un’artista affermata nel panorama nazionale. Costante movente della sua ricerca, è l’assecondare le forze della natura alla scoperta di un momento di conciliazione e di completa armonia con essa.
Il titolo della sua mostra, Tre storie di pratica senza io, fa riferimento alle tre diverse opere che l’artista presenta e all’atteggiamento che le accomuna.
Il libro d’artista Getterò in mare il cuore che ha qualche desiderio (con un racconto di Francesco D’Alessandro, Edizioni d’arte “Il Bulino” di Roma) è stato realizzato in 35 esemplari dall’artista, che su ciascuna copia ha dipinto a pennello motivi decorativi asiatici; L’albero fiorito è una grande carta con un unico, snello cipresso; e Senza io è composto da frottage di foglie – una al giorno – che l’artista ha realizzato tra l’equinozio di primavera e il solstizio d’estate 2006. La pratica ‘senza io’ è una pratica che fa un passo indietro rispetto all’idea che il contenuto dell’opera debba necesariamente essere legato alla personalità dell’artista. La pratica ‘senza io’ mira a ritrovare l’armonia che si trova nei ritmi e nelle regole della natura, per poi riportarla nella vita quotidiana.

Silvia Stucky, “L’Albero fiorito”, 2012
gouache su carta, larghezza 45 cm

L’Albero fiorito

Silvia Stucky, “Tre storie di pratica senza io”, Jesi, ottobre 2012

Silvia Stucky, “Senza io”, 2006
frottage, grafite su carta, 93 pezzi, ognuno 33,2 x 24 cm

Silvia Stucky, “Senza io”, 2006
frottage, grafite su carta, 93 pezzi, ognuno 33,2 x 24 cm

Silvia Stucky, “Senza io”, 2006
frottage, grafite su carta, 93 pezzi, ognuno 33,2 x 24 cm

Silvia Stucky, “Tre storie di pratica senza io”, Jesi, ottobre 2012

Silvia Stucky, “Getterò in mare il cuore che ha qualche desiderio”, 2012
gouache su cartolina, 13 pezzi, ognuno 10,5 x 14,8 cm

Silvia Stucky, “Getterò in mare il cuore che ha qualche desiderio”, 2012
gouache su cartolina, 10,5 x 14,8 cm

Silvia stucky, “Getterò in mare il cuore che ha qualche desiderio”, 2012
gouache su cartolina, 10,5 x 14,8 cm

Silvia Stucky, “Tre storie di pratica senza io”, Jesi, ottobre 2012

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