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Silvia Stucky. L’acqua è senza io [3]

luglio 5, 2015
Silvia Stucky
"L'acqua è senza io", 2015
dittico, acquerello su carta cinese, 146 x 77 cm ognuno, particolare

Acque, a cura di Laura Turco Liveri
nell’ambito del ciclo “Proposte 2015″ dello Studio Arte Fuori Centro, Roma

Silvia Stucky. L’acqua è senza io

22 aprile – 8 maggio 2015

Laura Turco Liveri: Quando è maturata l’esigenza di spersonalizzazione del tuo lavoro artistico?

Silvia Stucky: Lavoro sul tema dell’acqua dagli anni Ottanta. Ho iniziato a lavorare con il video nel 1996. Volevo riprendere il fluire dell’acqua, immergermi nell’infinita mobilità e immobilità delle acque che, come dice Eraclito, sono sempre diverse. Lavorando con il video ho iniziato a ‘sparire’. Per fare le riprese andavo con la videocamera lungo il corso di un piccolo fiume, mi sedevo su una roccia, e in silenzio ascoltavo e guardavo quello che mi circondava. Ho capito che dovevo assecondare quello che vedevo, senza avere un’idea; ascoltare e osservare quello che l’essenza della natura mi offriva, esserne il riflesso. La sfida era: come posso essere senza io?
«Ha scritto Gaston Bachelard: “Il lago, lo stagno, ci trattengono lungo il loro bordo… Il lago è un grande occhio sereno. Il lago assorbe tutta la luce e ne fa un mondo. Attraverso il lago, il mondo è già contem­plato, il mondo è rappresentato… Schopenhauer ha mostrato come la contemplazione estetica compensi per un istante l’infelicità degli uomini, distogliendoli dal dramma della volontà. Contemplare non è opporsi alla volontà, è seguire un’altra via della volontà”. Solo dimenticando sé stessi si può vedere il mondo riflesso in uno stagno.»
Questo testo era la presentazione di un mio video del 1998. Ho lavorato lentamente in questa direzione. I miei maestri sono stati l’acqua e lo studio del pensiero orientale, che si uniscono nel titolo di una mia personale del 1998, Seguire il modo di comportarsi dell’acqua senza averne uno proprio.

Leggi l’intervista a pagina 30 e altri testi nel catalogo Acque

Silvia Stucky. L’acqua è senza io [2]

luglio 5, 2015

“L’uomo perfetto è senza io, l’uomo ispirato è senza opera, l’uomo santo non lascia nome.”

Chuang-Tzu

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“Senza io”, 2006
93 frottages, grafite su carta, 33,5 x 24 cm ognuno
vista della mostra personale,  Studio Arte Fuori Centro, Roma.  22 aprile – 8 maggio 2015

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“Senza io”, 2006
frottages, grafite su carta, 33,5 x 24 cm

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“Senza io”, 2006
frottages, grafite su carta, 33,5 x 24 cm

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“Senza io”, 2006
frottages, grafite su carta, 33,5 x 24 cm

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“Senza io”, 2006
93 frottages, grafite su carta, 33,5 x 24 cm ognuno

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“Senza io”, 2006
93 frottages, grafite su carta, 33,5 x 24 cm ognuno

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“Senza io”, 2006
93 frottages, grafite su carta, 33,5 x 24 cm ognuno

Silvia Stucky. L’acqua è senza io [1]

luglio 5, 2015

“Versare senza mai riempire,
attingere senza mai svuotare
e senza sapere da dove questo viene,
ecco ciò che si chiama custodire lo splendore”.

“Pouring without ever filling,
drawing without ever emptying
and not knowing where it comes from,
this is what is called enshrining the splendour.”

François Jullien, Il saggio è senza idee, Einaudi, 2002, p. 191

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“L’acqua è senza io”, 2015
installazione: dittico, acquerello su carta cinese, 146 x 77 cm ognuno; pietre, dimensione variabile

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“L’acqua è senza io”, 2015
installazione: dittico, acquerello su carta cinese, 146 x 77 cm ognuno; pietre, dimensione variabile

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“L’acqua è senza io”, 2015
dittico, acquerello su carta cinese, 146 x 77 cm ognuno

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“L’acqua è senza io”, 2015
dittico, acquerello su carta cinese, 146 x 77 cm ognuno, particolare

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“L’acqua è senza io”, 2015
dittico, acquerello su carta cinese, 146 x 77 cm ognuno, particolare

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“L’acqua è senza io”, 2015
dittico, acquerello su carta cinese, 146 x 77 cm ognuno, particolare

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“L’acqua è senza io”, 2015
dittico, acquerello su carta cinese, 146 x 77 cm ognuno, particolare

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“L’acqua è senza io”, 2015
dittico, acquerello su carta cinese, 146 x 77 cm ognuno, particolare

Senza io. 2006 – 2014 – 2015

luglio 5, 2015

Agire nella natura per un artista è un modo per riflettere sul rapporto fra l’essere umano e quanto lo circonda. Tutelare la natura significa proteggere noi stessi, in quanto parte della natura.  Non possiamo vivere se terra, acqua e cielo sono inquinati, se alberi e piante sono compromessi e distrutti.  Ciò sembra ovvio, ma nella realtà ognuno di noi contribuisce a inquinare e quindi a distruggere la natura che ci tiene in vita.

Nel 2006 ho raccolto 93 foglie d’edera che sono diventate oggetto/soggetto di una mia opera dal titolo Senza io. 2006  costituita da 93 fogli bianchi formato A4, su ognuno dei quali ho fatto il frottage di una foglia, uno per ogni giorno, dal 21 marzo 2006 (equinozio di primavera) al 21 giugno 2006 (solstizio d’estate).

I frottages rivelavano la bellezza e l’estrema diversità delle foglie, tutte prelevate dalla stessa pianta. Nelle venature di ciascuna foglia ci sono le leggi e i misteri della Grande Natura.

Questa opera è stata esposta nella mostra personale  Silvia Stucky. L’acqua è senza io,  Studio Arte Fuori Centro, Roma (22 aprile – 8 maggio 2015).

Nel 2014 le 93 foglie d’edera – che avevo conservato dal 2006 in una scatola di cartone – sono divenute un’altra opera: un’installazione nella Villa Gregoriana a Tivoli, nella mostra Il Sogno Verde (22 – 23 marzo 2014, Giornate FAI di Primavera).

Ho riportato le foglie in un luogo naturale, per testimoniare la loro bellezza, il loro mistero, la loro diversità, e far riflettere. Anche il titolo di quest’opera era  Senza io. 2014  per mettere in rilievo che l’essenziale non era l’artista, ma l’incredibile ricchezza di forme della natura, che si manifesta anche in una semplice foglia.  Si trattava di una installazione ‘a perdere’, non inquinante: le foglie sono rimaste nella Villa Gregoriana; col tempo sono cadute e tornate nella terra da cui erano venute, nel ciclo continuo di morte e rinascita di cui tutta la natura vive.  Come testimonia la storia della splendida Villa Gregoriana, noi possiamo forse regolare alcuni eventi naturali: ma dobbiamo farlo nel rispetto di leggi e regole, altrimenti le acque, di nuovo, ci sommergeranno.

Prima di installare l’opera alla Villa Gregoriana, avevo fotografato le 93 foglie, tutte a grandezza naturale, ognuna appoggiata su un foglio A4 di pergamena.  Da queste foto ho successivamente elaborato una sequenza di immagini digitali in un loop.

Questo ulteriore lavoro  Senza io. 2015  viene presentato per la prima volta nella mostra Natura ordine disordine a Il Giardino di Pianamola, Bassano Romano (1 maggio – 13 giugno 2015).

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“Senza io”, 2006
frottages, grafite su carta, 33,5 x 24 cm

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“Senza io”, 2014
installazione, foglie secche
Villa Gregoriana, Tivoli
22 – 23 marzo 2014

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“Senza io”, 2015
immagini digitali in loop, 9’

Il fiore di loto cresce nello stagno fangoso

luglio 5, 2015

Il Sogno Verde

Villa Gregoriana, Tivoli

21 – 22 marzo 2015

XXIII Giornate FAI di Primavera

IL SOGNO VERDE è una ricognizione sul rapporto dell’uomo con la natura che coinvolge autori e interpreti di differenti ambiti – arte, musica, poesia, video – per investire con la sua riflessione tutti gli aspetti del nostro esistere, in un mondo la cui sopravvivenza appare minacciata quotidianamente. IL SOGNO VERDE si presenta come un’indagine, aperta e in itinere, che si rivolge ai caratteri problematici della relazione fra l’uomo e il proprio paesaggio vitale, con l’intento di contribuire, attraverso l’arte, a ristabilire un dialogo più diretto e semplice con l’orizzonte naturale che ci circonda.

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“Il fiore di loto cresce nello stagno fangoso”, 2015
installazione, carta piegata

Silvia Stucky "Il fiore di loto cresce nello stagno fangoso",   2015 installazione, carta piegata

Silvia Stucky
“Il fiore di loto cresce nello stagno fangoso”, 2015
installazione, carta piegata

Silvia Stucky "Il fiore di loto cresce nello stagno fangoso",  2015 installazione, carta piegata

Silvia Stucky
“Il fiore di loto cresce nello stagno fangoso”, 2015
installazione, carta piegata

Silvia Stucky "Il fiore di loto cresce nello stagno fangoso",  2015 installazione, carta piegata

Silvia Stucky
“Il fiore di loto cresce nello stagno fangoso”, 2015
installazione, carta piegata

Silvia Stucky "Il fiore di loto cresce nello stagno fangoso",  2015 installazione, carta piegata

Silvia Stucky
“Il fiore di loto cresce nello stagno fangoso”, 2015
installazione, carta piegata

Silvia Stucky "Il fiore di loto cresce nello stagno fangoso",  2015 installazione, carta piegata

Silvia Stucky
“Il fiore di loto cresce nello stagno fangoso”, 2015
installazione, carta piegata

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Silvia Stucky "Il fiore di loto cresce nello stagno fangoso",  2015 installazione, carta piegata

Silvia Stucky
“Il fiore di loto cresce nello stagno fangoso”, 2015
installazione, carta piegata

Silvia Stucky "Il fiore di loto cresce nello stagno fangoso",  2015 installazione, carta piegata

Silvia Stucky
“Il fiore di loto cresce nello stagno fangoso”, 2015
installazione, carta piegata

Silvia Stucky "Il fiore di loto cresce nello stagno fangoso",  2015 installazione, carta piegata

Silvia Stucky
“Il fiore di loto cresce nello stagno fangoso”, 2015
installazione, carta piegata

Silvia Stucky "Il fiore di loto cresce nello stagno fangoso",  2015 installazione, carta piegata

Silvia Stucky
“Il fiore di loto cresce nello stagno fangoso”, 2015
installazione, carta piegata

Silvia Stucky "Il fiore di loto cresce nello stagno fangoso",  2015 installazione, carta piegata

Silvia Stucky
“Il fiore di loto cresce nello stagno fangoso”, 2015
installazione, carta piegata

Silvia Stucky "Il Sogno Verde",   marzo 2015 Villa Gregoriana, Tivoli

Silvia Stucky
“Il Sogno Verde”,
marzo 2015
Villa Gregoriana, Tivoli

Silvia Stucky "Il fiore di loto cresce nello stagno fangoso",  2015 installazione, carta piegata, particolare

Silvia Stucky
“Il fiore di loto cresce nello stagno fangoso”, 2015
installazione, carta piegata, particolare

alla fine dopo i fiori di loto rimangono 3 piccole pietre

alla fine dopo i fiori di loto rimangono 3 piccole pietre

invito  Il Sogno Verde 2015

invito
Il Sogno Verde
2015

invito  Il Sogno Verde 2015

invito
Il Sogno Verde
2015

Le cose semplici [2]

gennaio 1, 2015

Silvia Stucky

Le cose semplici, 2014

Silvia Stucky "Le cose semplici",  2014

Silvia Stucky
“Le cose semplici”, 2014

Silvia Stucky "Le cose semplici",  2014

Silvia Stucky
“Le cose semplici”, 2014

Silvia Stucky "Le cose semplici",  2014

Silvia Stucky
“Le cose semplici”, 2014

Silvia Stucky "Le cose semplici",  2014

Silvia Stucky
“Le cose semplici”, 2014

Silvia Stucky "Le cose semplici",  2014

Silvia Stucky
“Le cose semplici”, 2014

Silvia Stucky "Le cose semplici",  2014

Silvia Stucky
“Le cose semplici”, 2014

Silvia Stucky "Le cose semplici",  2014

Silvia Stucky
“Le cose semplici”, 2014

Silvia Stucky "Le cose semplici",  2014

Silvia Stucky
“Le cose semplici”, 2014

Silvia Stucky "Le cose semplici",  2014

Silvia Stucky
“Le cose semplici”, 2014

Silvia Stucky "Le cose semplici",  2014

Silvia Stucky
“Le cose semplici”, 2014

Silvia Stucky "Le cose semplici",  2014

Silvia Stucky
“Le cose semplici”, 2014

Silvia Stucky "Le cose semplici",  2014

Silvia Stucky
“Le cose semplici”, 2014

Silvia Stucky "Le cose semplici",  2014

Silvia Stucky
“Le cose semplici”, 2014

Silvia Stucky "Le cose semplici",  2014

Silvia Stucky
“Le cose semplici”, 2014

Le cose semplici [1]

gennaio 1, 2015

Silvia Stucky
Le cose semplici, 2014
leporello, 22 ante copertina inclusa, 17,1 x 12 cm (chiuso), 17,1 x 261,8 cm (aperto)
rilegato a mano
acquerello blu su carta Hahnemühle
esemplare unico
con la poesia [Così le cose semplici]
di Rita Iacomino
stampata su carta Conqueror

 

Silvia Stucky "Le cose semplici",  2014

Silvia Stucky
“Le cose semplici”, 2014

 

 

 

 

 

 

 

 

[Così le cose semplici]

Così le cose semplici

se ne vanno per il mondo

figliano, soffrono, semplicemente muoiono.

Le altre cose

quelle appuntite, che non danno tregua

camminano sfiorando i muri

mai che s’incontrino, mai un saluto;

figliano, soffrono,

semplicemente muoiono.

Rita Iacomino

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