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Come l’acqua che scorre

settembre 11, 2016

Il Sogno Verde

Villa Gregoriana, Tivoli

19 – 20 marzo 2016

XXIV Giornate FAI di Primavera

 

IL SOGNO VERDE è una ricognizione sul rapporto dell’uomo con la natura […] per investire con la sua riflessione tutti gli
aspetti del nostro esistere, in un mondo
la cui sopravvivenza appare minacciata quotidianamente.

IL SOGNO VERDE si presenta come un’indagine, aperta e in itinere, che si rivolge ai caratteri
problematici della relazione fra l’uomo e il proprio paesaggio vitale, con l’intento di contribuire, attraverso l’arte, a ristabilire un dialogo più diretto e semplice con l’orizzonte naturale che ci circonda.

Villa Gregoriana è un esempio straordinario di natura ‘sublime’. La presenza di emergenze archeologiche, vestigia di varie epoche, eccezionali elementi naturali, ne fanno un parco di grande valore ambientale, storico e artistico.

Un contesto unico e speciale che offre motivi di ispirazione e riflessione originali a tutti gli autori – artisti e musicisti – che partecipano a questa iniziativa.

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Villa Gregoriana, allestimento, marzo 2016

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Villa Gregoriana, allestimento, marzo 2016

 

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Villa Gregoriana, allestimento, marzo 2016

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Villa Gregoriana, allestimento, marzo 2016 

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Villa Gregoriana, allestimento, marzo 2016 

 

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Villa Gregoriana, allestimento, marzo 2016

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Silvia Stucky “Come l’acqua che scorre” installazione, Villa Gregoriana, marzo 2016

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Silvia Stucky “Come l’acqua che scorre” installazione, Villa Gregoriana, marzo 2016

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Silvia Stucky “Come l’acqua che scorre” installazione, Villa Gregoriana, marzo 2016

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Silvia Stucky “Come l’acqua che scorre” installazione, Villa Gregoriana, marzo 2016

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Silvia Stucky “Come l’acqua che scorre” installazione, Villa Gregoriana, marzo 2016

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Silvia Stucky “Come l’acqua che scorre” installazione, Villa Gregoriana, marzo 2016

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Silvia Stucky “Come l’acqua che scorre” installazione, Villa Gregoriana, marzo 2016

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Silvia Stucky “Come l’acqua che scorre” installazione, Villa Gregoriana, marzo 2016

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Silvia Stucky “Come l’acqua che scorre” installazione, Villa Gregoriana, marzo 2016

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Silvia Stucky “Come l’acqua che scorre” installazione, Villa Gregoriana, marzo 2016

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Silvia Stucky “Come l’acqua che scorre” installazione, Villa Gregoriana, marzo 2016

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Silvia Stucky, Opera senza io [2]

ottobre 11, 2015

Genius noci  a cura di Anna D’Elia
Museo Orto Botanico Roma

maggio 2015

Con la sua Opera senza io Silvia Stucky invita a ritrovare lo spazio perduto o forse solo dimenticato che ognuno occupa tra terra e cielo. Più l’autrice si fa invisibile, più altre presenze possono affacciarsi e mostrarsi. Non è facile e neppure scontato accorgersi degli esseri viventi con cui condividiamo lo spazio e le risorse del pianeta. Sarà perché ognuno è chiuso in se stesso o sarà a causa della troppa vanagloria dell’essere umano, ma l’ascolto prestato a piante, uccelli, insetti, così come l’attenzione rivolta a luce, vento, aria è davvero scarsa. Eppure quante cose avrebbe da insegnarci la natura intorno a noi. Costruire un nuovo identikit a partire dall’ascolto e dall’osservazione del mondo vegetale è il progetto che Silvia mette in atto a partire da piccoli gesti quotidiani. Prima di tutto, rallenta il passo perché la velocità è nemica dell’attenzione. Concedere all’occhio e all’orecchio un tempo più lento è la conquista numero uno, solo così si può ri-conoscere ciò che per fretta o distrazione si dava troppo per scontato. Ci si accorge, ad esempio, di quanto la luce influisca su ciò che si vede, sulle sensazioni e le emozioni che ci tengono vivi. Ci si accorge che le piante hanno un carattere diverso, c’è chi brilla in flessibilità come il bambù, chi in pazienza come la quercia, chi in tenacia come il noce. Ma perché queste scoperte possano essere comunicate Silvia non si limita ad osservarle, le registra con la macchina fotografica, le trascrive sui suoi taccuini aggiungendo alla lentezza la costanza. Il suo progetto, oltre che uno sguardo attento e amorevole, esige un confronto ripetuto e continuativo, le relazioni con le piante, non meno di quelle tra gli esseri umani, hanno bisogno di fedeltà e durata per dare i frutti migliori. È passato circa un anno da quando il monitoraggio ha avuto inizio, ora gran parte dei dati raccolti sono racchiusi nelle pagine di questo libricino ed anche i pensieri che Silvia ha voluto legare ad essi.

Anna D’Elia

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Silvia Stucky, Opera senza io [1]

ottobre 11, 2015

Opera senza io

Le radici dell’albero caduto sono state ricoperte di terra, un gesto di cura che ha permesso all’albero di prendere linfa dal terreno e risvegliarsi ad una nuova vita. I rami si snodano a terra: rami vecchi e nodosi insieme ai nuovi rami nati dopo la caduta che svettano verso il cielo.
La grande ferita nel tronco si colora di azzurri, celesti di cielo, verdi d’acqua.

L’opera è senza io. L’opera è il luogo (tra terra e cielo); è un invito a trovare una relazione profonda tra noi e la natura stessa.

Opera a ‘impatto zero’: l’opera è un concetto, è una pratica; è il pensiero, è la riflessione e la comprensione che la nostra vita non esiste come cosa a sé stante, ma solo in relazione con tutto ciò che ci circonda. L’opera è lo sguardo dei visitatori, è protezione, come la terra che ha coperto le radici permettendo una nuova vita.

Il giardino è il luogo dell’incontro tra natura e cultura.
Il giardino diventa lo specchio della Grande Natura, delle regole che, come dice Eraclito, “la natura ama nascondere”, lo specchio della vita dell’intero universo. Osservando la natura, la vita umana acquista significato.

Siediti, respira, guarda; osserva forme e colori; ascolta suoni e odori.
Un sottile percorso conduce alle radici dell’albero e alle radici del nostro cuore.
In questo libro le immagini ospitano luci e colori diversi al passaggio delle stagioni.
Foto e segni/disegni delineano vuoti e forme.
Tracce, relazioni, riflessioni.

Orto Botanico, Roma. Maggio 2015

Orto Botanico, Roma. Maggio 2015

Orto Botanico, Roma. Maggio 2015

Orto Botanico, Roma. Maggio 2015

Orto Botanico, Roma. Maggio 2015

Orto Botanico, Roma. Maggio 2015

Orto Botanico, Roma. Maggio 2015

Orto Botanico, Roma. Maggio 2015

Orto Botanico, Roma. Maggio 2015

Orto Botanico, Roma. Maggio 2015

Orto Botanico, Roma. Maggio 2015

Orto Botanico, Roma. Maggio 2015

Orto Botanico, Roma. Maggio 2015

Orto Botanico, Roma. Maggio 2015

Orto Botanico, Roma. Maggio 2015

Orto Botanico, Roma. Maggio 2015

Orto Botanico, Roma. Maggio 2015

Orto Botanico, Roma. Maggio 2015

Orto Botanico, Roma. Maggio 2015

Orto Botanico, Roma. Maggio 2015

Orto Botanico, Roma. Maggio 2015

Orto Botanico, Roma. Maggio 2015

Orto Botanico, Roma. Maggio 2015

Orto Botanico, Roma. Maggio 2015

Silvia Stucky. L’acqua è senza io [3]

luglio 5, 2015
Silvia Stucky
"L'acqua è senza io", 2015
dittico, acquerello su carta cinese, 146 x 77 cm ognuno, particolare

Acque, a cura di Laura Turco Liveri
nell’ambito del ciclo “Proposte 2015” dello Studio Arte Fuori Centro, Roma

Silvia Stucky. L’acqua è senza io

22 aprile – 8 maggio 2015

Laura Turco Liveri: Quando è maturata l’esigenza di spersonalizzazione del tuo lavoro artistico?

Silvia Stucky: Lavoro sul tema dell’acqua dagli anni Ottanta. Ho iniziato a lavorare con il video nel 1996. Volevo riprendere il fluire dell’acqua, immergermi nell’infinita mobilità e immobilità delle acque che, come dice Eraclito, sono sempre diverse. Lavorando con il video ho iniziato a ‘sparire’. Per fare le riprese andavo con la videocamera lungo il corso di un piccolo fiume, mi sedevo su una roccia, e in silenzio ascoltavo e guardavo quello che mi circondava. Ho capito che dovevo assecondare quello che vedevo, senza avere un’idea; ascoltare e osservare quello che l’essenza della natura mi offriva, esserne il riflesso. La sfida era: come posso essere senza io?
«Ha scritto Gaston Bachelard: “Il lago, lo stagno, ci trattengono lungo il loro bordo… Il lago è un grande occhio sereno. Il lago assorbe tutta la luce e ne fa un mondo. Attraverso il lago, il mondo è già contem­plato, il mondo è rappresentato… Schopenhauer ha mostrato come la contemplazione estetica compensi per un istante l’infelicità degli uomini, distogliendoli dal dramma della volontà. Contemplare non è opporsi alla volontà, è seguire un’altra via della volontà”. Solo dimenticando sé stessi si può vedere il mondo riflesso in uno stagno.»
Questo testo era la presentazione di un mio video del 1998. Ho lavorato lentamente in questa direzione. I miei maestri sono stati l’acqua e lo studio del pensiero orientale, che si uniscono nel titolo di una mia personale del 1998, Seguire il modo di comportarsi dell’acqua senza averne uno proprio.

Leggi l’intervista a pagina 30 e altri testi nel catalogo Acque

Silvia Stucky. L’acqua è senza io [2]

luglio 5, 2015

“L’uomo perfetto è senza io, l’uomo ispirato è senza opera, l’uomo santo non lascia nome.”

Chuang-Tzu

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“Senza io”, 2006
93 frottages, grafite su carta, 33,5 x 24 cm ognuno
vista della mostra personale,  Studio Arte Fuori Centro, Roma.  22 aprile – 8 maggio 2015

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“Senza io”, 2006
frottages, grafite su carta, 33,5 x 24 cm

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“Senza io”, 2006
frottages, grafite su carta, 33,5 x 24 cm

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“Senza io”, 2006
frottages, grafite su carta, 33,5 x 24 cm

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“Senza io”, 2006
93 frottages, grafite su carta, 33,5 x 24 cm ognuno

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“Senza io”, 2006
93 frottages, grafite su carta, 33,5 x 24 cm ognuno

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“Senza io”, 2006
93 frottages, grafite su carta, 33,5 x 24 cm ognuno

Silvia Stucky. L’acqua è senza io [1]

luglio 5, 2015

“Versare senza mai riempire,
attingere senza mai svuotare
e senza sapere da dove questo viene,
ecco ciò che si chiama custodire lo splendore”.

“Pouring without ever filling,
drawing without ever emptying
and not knowing where it comes from,
this is what is called enshrining the splendour.”

François Jullien, Il saggio è senza idee, Einaudi, 2002, p. 191

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“L’acqua è senza io”, 2015
installazione: dittico, acquerello su carta cinese, 146 x 77 cm ognuno; pietre, dimensione variabile

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“L’acqua è senza io”, 2015
installazione: dittico, acquerello su carta cinese, 146 x 77 cm ognuno; pietre, dimensione variabile

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“L’acqua è senza io”, 2015
dittico, acquerello su carta cinese, 146 x 77 cm ognuno

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“L’acqua è senza io”, 2015
dittico, acquerello su carta cinese, 146 x 77 cm ognuno, particolare

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“L’acqua è senza io”, 2015
dittico, acquerello su carta cinese, 146 x 77 cm ognuno, particolare

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“L’acqua è senza io”, 2015
dittico, acquerello su carta cinese, 146 x 77 cm ognuno, particolare

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“L’acqua è senza io”, 2015
dittico, acquerello su carta cinese, 146 x 77 cm ognuno, particolare

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“L’acqua è senza io”, 2015
dittico, acquerello su carta cinese, 146 x 77 cm ognuno, particolare

Senza io. 2006 – 2014 – 2015

luglio 5, 2015

Agire nella natura per un artista è un modo per riflettere sul rapporto fra l’essere umano e quanto lo circonda. Tutelare la natura significa proteggere noi stessi, in quanto parte della natura.  Non possiamo vivere se terra, acqua e cielo sono inquinati, se alberi e piante sono compromessi e distrutti.  Ciò sembra ovvio, ma nella realtà ognuno di noi contribuisce a inquinare e quindi a distruggere la natura che ci tiene in vita.

Nel 2006 ho raccolto 93 foglie d’edera che sono diventate oggetto/soggetto di una mia opera dal titolo Senza io. 2006  costituita da 93 fogli bianchi formato A4, su ognuno dei quali ho fatto il frottage di una foglia, uno per ogni giorno, dal 21 marzo 2006 (equinozio di primavera) al 21 giugno 2006 (solstizio d’estate).

I frottages rivelavano la bellezza e l’estrema diversità delle foglie, tutte prelevate dalla stessa pianta. Nelle venature di ciascuna foglia ci sono le leggi e i misteri della Grande Natura.

Questa opera è stata esposta nella mostra personale  Silvia Stucky. L’acqua è senza io,  Studio Arte Fuori Centro, Roma (22 aprile – 8 maggio 2015).

Nel 2014 le 93 foglie d’edera – che avevo conservato dal 2006 in una scatola di cartone – sono divenute un’altra opera: un’installazione nella Villa Gregoriana a Tivoli, nella mostra Il Sogno Verde (22 – 23 marzo 2014, Giornate FAI di Primavera).

Ho riportato le foglie in un luogo naturale, per testimoniare la loro bellezza, il loro mistero, la loro diversità, e far riflettere. Anche il titolo di quest’opera era  Senza io. 2014  per mettere in rilievo che l’essenziale non era l’artista, ma l’incredibile ricchezza di forme della natura, che si manifesta anche in una semplice foglia.  Si trattava di una installazione ‘a perdere’, non inquinante: le foglie sono rimaste nella Villa Gregoriana; col tempo sono cadute e tornate nella terra da cui erano venute, nel ciclo continuo di morte e rinascita di cui tutta la natura vive.  Come testimonia la storia della splendida Villa Gregoriana, noi possiamo forse regolare alcuni eventi naturali: ma dobbiamo farlo nel rispetto di leggi e regole, altrimenti le acque, di nuovo, ci sommergeranno.

Prima di installare l’opera alla Villa Gregoriana, avevo fotografato le 93 foglie, tutte a grandezza naturale, ognuna appoggiata su un foglio A4 di pergamena.  Da queste foto ho successivamente elaborato una sequenza di immagini digitali in un loop.

Questo ulteriore lavoro  Senza io. 2015  è stato presentato per la prima volta nella mostra Natura ordine disordine a Il Giardino di Pianamola, Bassano Romano (1 maggio – 13 giugno 2015).

 

Silvia Stucky. Without ego

For an artist, intervening in nature is a way to reflect on the relationship between humankind and its surroundings. Protecting nature means protecting ourselves as part of nature. We can not survive if the earth, water and sky are polluted, if trees and plants are compromised and destroyed. This may seem obvious, but in fact each of us contributes to pollute and thus to destroy the nature that keeps us alive.

In 2006, I collected 93 ivy leaves which became the object/subject of my work Senza io (Without ego), consisting of 93 blank A4-size sheets, each of which bore the rubbing of a leaf, made every day from 21 March (spring equinox) to 21 June 2006 (summer solstice). The rubbings revealed the beauty and the extreme diversity of the leaves, all taken from the same plant. In the veining of each leaf one can glimpse the laws and mysteries of Nature. This work was shown in the exhibition Silvia Stucky. L’acqua è senza io at Arte Fuori Centro gallery, Rome (22 April-8 May 2015).

In 2014 the 93 ivy leaves – which I had kept since 2006 in a cardboard box – became another work, an installation in the Villa Gregoriana at Tivoli. I brought the leaves back to a natural place, in order to give evidence of their beauty, their mystery, their diversity, and make people think. The title of this work, too, was Senza io, as I meant to emphasize that the essential thing is not the artist, but the incredible richness of forms of nature, which manifests itself even in a single leaf. It was a ‘disposable’, non-polluting installation; the leaves remained in the Villa Gregoriana, and over time they fell and returned to the earth from which they had come, in the continuous cycle of death and rebirth which the whole nature is made of. As the story of the beautiful Villa Gregoriana testifies, we may perhaps control some natural events, but we must do so in compliance with the rules of nature, otherwise the waters will flood us again.

Before installing the work in the Villa Gregoriana, I photographed the 93 leaves, all actual size, each resting on an A4 sheet of parchment. With these photos, I made a looped video sequence of digital images. This further work was presented for the first time in the exhibition Natura ordine disordine at the Pianamola Garden.

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“Senza io”, 2006
frottage, grafite su carta, 33,5 x 24 cm

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“Senza io”, 2014
installazione, foglie secche
Villa Gregoriana, Tivoli
22 – 23 marzo 2014

Silvia Stucky

Silvia Stucky
“Senza io”, 2015
immagini digitali in loop, 9’